Apriamo questa sezione nella quale man mano raccoglieremo tanti consigli, suggerimenti e curiosità sul mondo della stampa, con un piccolo approfondimento su un tipo di formato che forse non tutti conoscono, il leporello.

Si tratta di un formato composto da un’unica striscia di carta ripiegata su se stessa a fisarmonica le cui origini risalgono a molto tempo fa e che alcuni di voi conosceranno come libro di concertina. Questa tipologia di formato prende il nome dal servitore del Don Giovanni, che nell’opera di Mozart si chiama per l’appunto Leporello, e ha l’arduo compito di prendere nota di tutte le conquiste amorose del padrone. In particolare c’è un momento nella storia in cui egli espone la lunga lista delle amanti di Don Giovanni (duemila e sessantacinque!) a Donna Elvira, ennesima donna abbandonata. È proprio durante l’aria di Leporello, “Madamina, il catalogo è questo“, che il servo tira fuori un unico foglio ripiegato a soffietto sul quale aveva annotato la lunghissima lista di donne cadute nel vortice amoroso del padrone.

Nell’era vittoriana poi i leporello vennero comunemente usati come souvenir di viaggio; si trattava di piccoli album nei quali erano raffigurate immagini dei luoghi che i viaggiatori avevano appena visitato.

Oggi, oltre alla catalogazione di amanti(!) e di viaggi, il leporello, pur se apparentemente banale, è un formato che lascia molto spazio alla sperimentazione. È ideale infatti per brochure, ma soprattutto per album, libri illustrati, libri grafici, o qualsiasi prodotto editoriale che abbia la necessità di raccontare una storia. Senza il limite della singola pagina del libro tradizionale, il leporello apre uno sguardo più ampio sulla narrazione, propone un viaggio unico senza interruzioni, come un lungo piano sequenza cinematografico.

 

Essendo senza rilegatura, il leporello può essere letto come un libro, messo in esposizione su una mensola o incorniciato come una stampa.

In Italia non sono moltissimi gli editori o le aziende che scelgono questo formato (soprattutto sono libri per bambini), mentre la casa editrice inglese Nobrow Press nel suo catalogo ha davvero tanti libri leporello con illustrazioni magnifiche. Ne è un esempio High Times, del duo berlinese Golden Cosmos, un libro che si dispiega in un formato panoramico mozzafiato di 139 centimetri e riproduce in dettaglio la storia e la mitologia del volo, dai leggendari tentativi di Icaro alle innovazioni rivoluzionarie della Jet Age. In questo caso la copertina, della stessa carta dell’interno, è staccata dal leporello e funge da contenitore.

Sempre la stessa casa editrice ha pubblicato anche Eventually Everything Connects, altro leporello che però in questo caso vede l’utilizzo di una copertina rigida. Per questo tipo di formato in ogni caso le sperimentazioni sono innumerevoli, può ad esempio essere utilizzata una semplice fascia per contenere il libro di concertina interno oppure integrare la copertina nel leporello stesso.

Le buone idee sono contagiose

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